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testimonianze

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La redazione esamina il materiale pervenuto riservandosi, per motivi di impaginazione, il diritto di tagli o leggere modifiche al testo senza alterarne il contenuto, di cui, comunque, rimane responsabile l’autore.


 


"Il mondo cambia con i gesti semplici dei bambini e dei disarmati". (don tonino bello).



Natale 2009    -    Testimonianza  -

Sono Gabriella, la mamma di Carmelo, un meraviglioso ragazzo di 13 anni, stroncato da un’aritmia maligna, poco più di un anno fa, il 2 novembre scorso.
Vengo da una famiglia cattolica praticante. Sono cresciuta all’oratorio e all’azione cattolica ho trovato le mie amicizie di una vita. Negli anni mi sono appassionata alla figura di San Francesco e, trascinata dal suo carisma, sono diventata una francescana secolare. Ma la morte di mio figlio ha capovolto ogni mia possibile visione. Mi sono sentita smarrita, sebbene la mia fede incrollabile nella Risurrezione mi abbia sempre dato la forza di andare avanti. Nel trigesimo della sua morte, mi venne dato un invito. Ero stata invitata da una signora, che dopo seppi essere Fiorella, alla Messa per tutti i figli in cielo. Non sapevo bene di cosa si trattasse ma ci andai. Dio mi chiamava alla sua Mensa per condividere il mio dolore con altri genitori che come me condividevano il dolore per la morte di un figlio e da lì è cominciato un cammino nuovo della mia vita spirituale. Con l’aiuto di persone speciali come voi, ho capito che alla luce della fede e della speranza si può dare senso al dolore, illuminandolo e rendendolo fecondo nella luce di Cristo Risorto. Di grande aiuto è stato il conforto sempre attivo e stimolante che Don Paolo ci offre in ogni celebrazione e soprattutto, fondamentali in questo cammino di elaborazione del lutto e ricerca di un senso, sono stati i due giorni a Saltara in ritiro spirituale. In quei giorni con don Paolo e Don Irio abbiamo toccato il tema della consolazione e dentro me si è aperto un nuovo seme, il desiderio di portare la mia esperienza di rinascita dal dolore alla speranza ad altre persone che soffrono per un lutto o per una malattia. Per il mio lavoro di Operatore sanitario, mi ritrovo spesso a contatto con persone che soffrono e spesso consolandole, attraverso la luce dello Spirito che mi fa vedere in ogni sofferente il volto stesso di Cristo, mi sento anch’io consolata. Ed è così che a volte parto per consolare e mi ritrovo ad essere consolata. Ha scritto Madre Teresa: ”Chi nel cammino della vita ha acceso anche solo una fiamma nell’ora buia di qualcuno, non è vissuto invano”. Per questo è giusto che ognuno di noi rinasca a nuova vita nella speranza, diventando presenza positiva in mezzo agli uomini.
Ora penso al Natale che si avvicina e forte nasce nel mio cuore l’augurio per tutti voi, miei cari fratelli e sorelle del gruppo di Genitori Testimoni di Speranza: abbandoniamoci nelle braccia di Dio, fidiamoci dello Spirito Santo e lasciamo che Cristo nasca nei nostri cuori, affinché ognuno di noi possa riscoprire il proprio essere padre e madre in modo spirituale.
Buon Natale,    Gabriella



TESTIMONIANZA (Natale 2011)

Ciao, il mio nome è Cristina, sono la mamma di uno stupendo ANGELO di nome Edoardo, tornato alla Casa del Padre il 20/06/2009 a soli 16 anni a seguito di un incidente con lo scooter …. È inutile dire che il mondo ti crolla addosso, che speri di vivere un sogno e che prima o poi ti svegli … ti svegli. Quando poi scopri che è reale quello che vivi, ti chiedi il perché …. Perché Dio che è infinitamente buono chiede questo?  Leggendo quella straordinaria raccolta di libri che è la BIBBIA, trovo le mie risposte “ Il giusto, anche se prematuramente, troverà riposo. Vecchiaia veneranda non è la longevità, ne si calcola dal numero degli anni (..) Divenuto caro a Dio, fu amato da Lui e poiché viveva fra peccatori, fu trasferito. Fu rapito, perché la malizia non ne mutasse i sentimenti o l’inganno non ne traviasse l’animo (..) Giunto in breve alla perfezione , ha compiuto una lunga carriera. La sua anima fu gradita al Signore; perciò egli lo tolse in fretta da un ambiente malvagio …” ( Sap 4, 7-19). Un giorno, non a caso, ho conosciuto Gabriella, la mamma di Carmelo, che mi ha invitata in questo gruppo … è vero, la stessa croce condivisa e portata insieme pesa meno …. GRAZIE …. Non mi sentirete mai pronunciare quella parola, perché i nostri figli sono vivi nella Casa del Padre, e a tal proposito non recito mai l’Eterno Riposo ma … L’Eterna Gioia  “ L’eterna Gioia doni a loro o Signore, risplenda in loro la luce perpetua, VIVETE nella GIOIA, nell’AMORE e nella PACE del SIGNORE”. Vorrei dirvi tantissime cose, l’unica che posso dirvi con certezza è che Dio è infinitamente Misericordioso e ci chiede di amarlo come siamo, in ogni istante e in qualunque situazione, nel fervore o nell’aridità, nella fedeltà o nell’infedeltà, chiede l’amore del nostro cuore, se aspettassimo di essere perfetti, non l’ameremo mai.
Colgo l’occasione per augurare a tutti quanti un sereno Natale.


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NATALE 2010  -  Ricordando Anna

Carissima Anna
Sono trascorsi appena tre mesi da quando sei tornata al Padre in cielo assieme ai nostri figli.
Tre mesi lunghi in cui la tua presenza, la tua voce amica, la tua fede forte e salda, mi manca tanto.
Sei stata per me una grande amica, abbiamo condiviso momenti di gioia e spensieratezza; una sorella sempre pronta nel bisogno: mi sei stata accanto durante la mia malattia e la morte di mia madre.
Una testimone vera ed autentica di fede: mi ricordo ancora le lunghe serate passate a chiacchierare sulla Carità, cosa in cui credevi tanto e su cui avevi deciso di impostare il tuo stile di vita.
Mi dicevi che appena guarita avresti dedicato la tua vita impegnandoti di più verso la carità, cosa che a tua insaputa e con grande umiltà già facevi da anni; chiacchierate in cui la mia tiepida fede veniva pervasa dalla tua serenità, una serenità che volevi trasmettermi con tutto il tuo cuore. Le tue parole erano: -Apri il tuo cuore a Dio- parole che tu già avevi fatto tue e le vivevi ogni giorno.
Una delle tue missioni in terra è stato accompagnare Giancarlo verso il Diaconato, ma purtroppo hai avuto poco tempo per godere insieme a lui questo traguardo. Certamente da lassù nella gloria del  Padre potrai guidarlo ancora di più nel suo servizio alla Chiesa.
Tanti sono i doni che il Signore aveva messo in te; dalla tua umiltà al tuo sorriso radioso che veniva dal cuore; la tua semplicità e discrezione con cui riuscivi ad avvicinare le persone colpite dalla sofferenza, ed in particolare in quelle situazioni in cui veniva a mancare un figlio, in quei momenti veramente lo Spirito Santo ti usava come strumento della consolazione.
La tua missione in mezzo a noi si è realizzata; anche se non è facile comprenderlo.
Il Signore ti ha voluto con Se, ora vivi e fai parte di quella schiera Celeste insieme ad Emanuele ed ai nostri figli.
Dal cielo ora ci guidi nel nostro pellegrinaggio terreno, nella certezza che mai ci lascerai soli, e nella speranza  di riabbracciarci un giorno per poter godere ancora dell’amore che ci ha unito in terra.
Fiorella

Carissima Anna

Tu sei stata per noi, GENITORI TESTIMONI di SPERANZA,  Associazione dove si condivide il dolore per la perdita di un figlio,  allo stesso tempo la consolazione e la speranza della vita Eterna,…. Amica .. sorella e soprattutto una testimone della fede.
Nel dolore hai trovato la luce, hai sempre cercato di farci aprire il cuore all'amore di Dio.L'11 agosto, giorno della tanto temuta terapia mi hai mandato questo messaggio:sono serena il Signore è vicino a me e l'assemblea celeste è in comunione con quella terrestre. Ora sei faccia a faccia con Gesù;… ora tu vivi con Emanuele e tutta la schiera dei nostri figli ( così tu li chiamavi ) che sentivi sempre vicini a te nella S. Messa.Tu ci hai trasmesso la gioia di continuare a vivere e hai esercitato fra noi il ministero della consolazione, il tuo pensiero fisso era la comunione e la pace fra tutti noi,… con la tua comunità parrocchiale e con tutti i fratelli e le sorelle nella fede.
Tu continuerai ad essere sempre in mezzo a noi.Ti ringraziamo Signore di averci donato ANNA.
Cari,… Giancarlo….Alessandra…Massimiliano..e le nipotine Dalila ed Emmina…….umanamente e cristianamente vi staremo vicini.
Lei vi amava e vi ama molto.  Ciao Anna ci mancherai
Fiorella
Belvedere Ostrense 22.08. 2010
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Ciao Anna, abbiamo ammirato la tua forza nella vita nei giorni della tua sofferenza e perdonaci se noi, non  sempre, abbiamo contribuito ad alleviarla e non sempre abbiamo trattato chi soffre con umanità e sapienza. A volte abbiamo dato false risposte al problema della sofferenza e non di rado abbiamo abbandonato la speranza nella forza della vita. Spesso non siamo stati capaci di illuminare la nostra vita con la fede come tu hai fatto e, nel profondo del cuore, abbiamo accusato Dio di mancanza di amore verso l'uomo che soffre.
Signore Gesù che con la tua morte e risurrezione ci hai conquistato la capacità di credere nella forza vitale della sofferenza, abbi pietà di questa tua sorella che invoca il tuo perdono; donale  la potenza del tuo Spirito, converti i nostri cuori perché si facciano testimoni di una speranza che oltrepassa ogni situazione negativa che paralizza il cuore dell'uomo. Mia carissima amica, ora che sei arrivata al traguardo dell'Amore, abbraccia per noi i nostri figli. Ci mancherà molto il tuo sorriso nella forza della vita. Ciao. Con affetto. Eudosio         

  La forza della vita nella sofferenza ( 22 agosto 2010 ) esequie della nostra sorella Anna.


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Testimonianza. AGOSTO  2010

Tu ci hai insegnato, Signore, che bisogna amare. Quell’amore che possiamo trovare, ogni giorno, nel volto dei nostri fratelli. In quei volti ho visto la tua luce: è una luce di amore e di speranza. I miei desideri, purtroppo, sono pieni di egoismo: aiutami ad uscirne per andare incontro a Te ed adorarti. Fa che il mio cuore si apra al mondo, al bene e alla verità. Tu, o Signore, mi attendi in mezzo a quanti soffrono perché amareggiati ed oppressi. Eccomi, Signore. Io ho deposto la  mia volontà nella tua: fammi diventare un uomo nuovo in un mondo nuovo. Ho percorso le strade della sofferenza e dell’angoscia; l’indifferenza del mondo ancora mi assale. Ho giudicato chi non ha avuto fortuna di vedere la tua stella. Ora son qui a pregarti di indicarmi il cammino, di scoprire dove ti trovi, o Signore. Si, o Gesù: dove ti trovi ? dove t’incarni? In quale storia, in quale situazione? Sono ancora prezioso ai tuoi occhi? Con il salmista ti prego:“ dalle angosce mi hai liberato, pietà di me, o Signore, ascolta la mia preghiera. Coloro che m’incontrano ogni giorno: angosciati, ammalati, bisognosi di preghiere, possano riconoscere te, o Dio, come presenza amica. Ho cercato, Signore, l’incontro con l’uomo e in modo particolare sulle vie della sofferenza: la mia sofferenza. Ho sperato in un’attenzione e in un’azione pastorale della tua Chiesa; ho sperato in una vicinanza, in una presenza e ascolto, in una condivisione del mio malessere a causa della malattia che stava divorando la mia famiglia mettendo a dura prova la mia fiducia nella vita, ma soprattutto la mia fede in Te, mio  Dio e del tuo amore di Padre. Ho sperato che la carità animasse e sostenesse un’operosa solidarietà, che fosse più attenta ai bisogni dell’uomo, ai miei bisogni. Ho atteso l’azione solidale della Chiesa. Il bisogno di condividere un rapporto più fraterno e più umano mi ha condotto verso la Parrocchia; ” la fontana del villaggio”, come usava dire il Papa G. XXIII, ma, ahimè, non ho trovato quella piena comunione dei credenti quale “ segno” e “ strumento” a tutti e al sevizio di tutti. Ho dovuto constatare che quei carismi, presenti nella Chiesa come dono dello Spirito Santo, erano stati turbati dalla potenza del peccato e non erano stati sufficientemente esaminati.(cfr.1tes). Ma, nonostante l’azione pastorale si fosse affievolita, ho riscoperto, nella fede, il vero volto di Cristo.
p.s. Questa mia testimonianza vuol essere il desiderio di attingere a una verità ultima  e definitiva che mi faccia decidere in maniera sensata di me stesso, della mia esperienza umana. Il mio incontro con Dio in Gesù Cristo vuol essere un momento comunicativo interpersonale  al fine di ottenere reciproca fiducia. Ciao don Luciano, questa è la storia che Dio ha voluto misteriosamente fare con me e con mia moglie”. Con sincero affetto e stima.
Eudosio

Senigallia, agosto 2010.-                                                                   



Testimonianze dal 2012 al 2015

TESTIMONIANZA         Natale 2012
Salve a tutti
Con la morte di nostro figlio Samuele  di 10 anni, abbiamo vissuto un profondo cambiamento nella nostra vita quotidiana e nei rapporti con gli altri. Nonostante questo, abbiamo sentito il bisogno  di rafforzare il nostro cammino di fede, riscoprendoci persone nuove vivendo la parola di Dio.
Questo ha fatto sì che l’amore donato a nostro figlio si è trasformato in amore per gli altri, facendoci rimanere uniti e consapevoli che la sua nuova vita e la nostra vita è opera di Dio.
Ora ci sentiamo come sta scritto nel Vangelo di Matteo: Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato?
A null’altro serve che ad essere   gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro padre che è nei cieli   ( Mt  5,13-16 )

     Tamara e Francesco Servadio


TESTIMONIANZA      natale 2013

Serena è il nome di nostra figlia e serena è la vita che ci fa vivere……….è diventata un Angelo il 18/02/2012, a soli 5 anni e mezzo, per circostanze assurde, che non sto qui a ricordare. Il mondo ti crolla addosso, la vita non ha più un senso, e adesso cosa succede? Come faccio ad andare avanti? Tante domande, ma mai quella fatidica: “Perché Signore hai voluto questo?” Non me lo sono mai chiesta e non so per quale motivo, in cuor mio sapevo che non era la domanda giusta da fare, o meglio sapevo che a questa domanda non avrei mai ricevuto risposta, mi dicevo tra me e me che solo un giorno avrei capito il perché, soltanto quando anch’io mi sarei trovata a vivere quella vita che ora lei sta vivendo avrei avuto tutto chiaro, ma oggi era inutile, allora cominciai a farmene altre a cui puntualmente ho ricevuto risposta. La prima domanda a cui ho preteso una risposta esaustiva è stata: “ Signore dimmi dov’è e dimmi che sta bene”, l’ho gridato tutti i giorni insistentemente, questa era la mia preoccupazione, volevo sapere se stesse bene, volevo sapere dove si trovava e con chi fosse, così ho cominciato a cercare, ho iniziato ad ascoltare, ho aperto il mio cuore. Il Signore mi mandava dei segnali molto forti, ha messo sulla mia strada gente in grado di aiutarmi, in questo periodo ho conosciuto Don Aldo, a cui sarò sempre infinitamente grata per la sua dolcezza e per la sua capacità di trasmetterti quella fede forte e consapevole, “Lei adesso è un angelo”, mi diceva, “lei è nella pienezza del Signore, vive nella gioia immensa”. E grazie a lui ho conosciuto voi, genitori Testimoni di Speranza, con i quali ho condiviso in silenzio il dolore e la forza di rialzarsi, dopo che la vita ti ha spezzato la schiena.  Avere fede, credere, era diventato indispensabile, era diventata l’unica certezza a cui potersi aggrappare con tutte le forze,  l’unica ancora di salvezza possibile. La speranza di poterla riabbracciare un giorno mi poneva altre domande, quando sarà il mio momento?  Potrà essere domani o fra 40 anni, ed è stato proprio il pensiero di tutti questi anni che devono ancora trascorre a farmi tremendamente paura, come faccio a vivere ancora tutto quel tempo senza di lei, e allora ho cominciato a ridover dare un senso alla mia vita. Chiesi al Signore un’altra possibilità, non poteva finire tutto così, avevo ancora tanto amore da donare. Chiesi a Dio  di mettermi ancora alla prova come mamma, chiesi un fratellino per Serena, quel fratellino che aveva tanto desiderato. Le mie preghiere furono insistenti, tanto pressanti che alla fine sono state esaudite. Il 28/04/2013  è nato Simone, che significa “Dio ha ascoltato”. Ho trovato la mia nuova ragione di vita, ho ritrovato la voglia di trascorre tutti quegli anni che mi dividono ancora da lei, ho ritrovato una fede salda e forte, ho trovato delle persone meravigliose con cui ho condiviso tutto questo. Con il cuore pieno di gioia, e certa che Serena è sempre accanto a me, ringrazio infinitamente il Signore e tutti quelli che Lui ha messo nel mio cammino, per ridarmi la speranza, quella SPERANZA CHE VEDE L’INVISIBILE, TOCCA L’INTANGIBILE E RAGGIUNGE L’IMPOSSIBILE.
Un felicissimo Natale 2013 e un grazie a tutti.
                                                                                                       Michela e Lucio
TESTIMONIANZA       Natale 2014

  Cari amici,
tutto è cominciato nell’agosto 2005.
Nostra figlia Silvia, nello splendore dei suoi 24 anni, si è ammalata  di leucemia acuta, all’improvviso senza alcun sintomo.
Ricoverata il 30 agosto nel reparto di ematologia, da quel giorno è cominciato il suo calvario, già provati per la malattia di zia Elisa, che l’affliggeva da cinque anni….
….il mondo ci è crollato addosso….
Silvia ci ricordava che la malattia aveva scelto lei perché la più forte e, infatti, l’accolse con grande serenità.
Io, mamma, ricordo e sento sempre la carezza che mi diede prima di raggiungere la casa del Padre, dove l’attendeva l’amata zia partita venti giorni prima.
La sera leggo sempre una pagina del Vangelo regalato a Silvia  e vorrei citarvi un brano dell’apostolo Matteo che Lei aveva segnato:
“ Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cade la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande”
Sul nostro cammino tormentoso e doloroso per la perdita della cara Silvia, abbiamo incontrato il gruppo dei genitori Testimoni di Speranza, con loro ci incontriamo per la Santa Messa e grazie alle parole di Don Paolo riusciamo a dare risposte ai nostri tanti perché, consapevoli e sicuri che i nostri figli sono accanto a noi.
Insieme siamo una grande famiglia che reciprocamente ci comprendiamo con la certezza che i nostri figli ci guardano da lassù proteggendoci e consolandoci.

UN GRAZIE A TUTTI VOI

         Luigina e Giuseppe

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TESTIMONIANZA    Natale 2015

Ciao a tutti,
Siamo i genitori di Lorenzo che avevano un sogno: un figlio!
Invece il sogno che Lorenzo aveva da una vita era andare in Perù, questo sogno ce lo ha portato via!

Come si può dire ad un ragazzo di 30 anni di non andare, è lontano, parti da solo senza un amico, hai la ragazza, andrete una prossima volta … ma quando il destino ti chiama non si può rimandare niente.

Noi credenti ma non praticanti, non potevamo che prendercela con il nostro Dio per averci fatto crollare il mondo addosso e tolto la cosa che amiamo di più: il nostro unico figlio, educato rispettoso e stimato da tutti.

Ma come è possibile che se Dio è così buono riprende ciò che abbiamo di più prezioso?

Dopo i primi giorni durante i quali non sapevamo neanche noi cosa fare, abbiamo avuto la visita di due genitori che come noi hanno ridato al Cielo quello che avevano  di più caro: una Figlia.

La loro vicinanza e testimonianza è stata per noi un’ancora di salvezza.

Ora come faremo, come andremo avanti … con l’aiuto del Signore, di Don Paolo e del gruppo “ Genitori Testimoni di Speranza ” con cui condividiamo lo stesso stato d’animo stiamo cercando di ridare un senso alla nostra vita, ad impegnarci, con l’aiuto di Lorenzo, ad una nuova partenza ed un nuovo cammino.

Quando leggeremo questa lettera saranno passati da poco 15 mesi che sei tornato al Padre Celeste che ti ha rivoluto con Lui perché è cosi che ci piace pensarti, in un meraviglioso campo di girasoli, con Lui e tutti i tuoi nuovi Amici, crediamo nelle parole di Sant’Agostino

“ non sono lontano,  sono dall’altra parte,  proprio dietro l’angolo.
        Rassicurati , va tutto bene.
Ritroverai  il  mio  cuore,  ne  ritroverai  la tenerezza   purificata.
  Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami : il tuo sorriso è la
                 mia pace ”

             Mariella e Alberto


Anniversario di Emanuele, mio figlio.
30 maggio 2009 - Chiesa di S. Pietro in Belvedere Ostrense.-

Testimonianza.

Quindici anni fa tutto crolla, tutto sprofonda nel buio più nero. Come voi genitori ben sapete, sembra impossibile continuare a vivere. Ma, in quelle tenebre, era presente una grande luce. I miei occhi, chiusi dal grande dolore, non riuscivano a vedere. Per un certo periodo mi sono sentita portare in braccio. Infatti, non ero in grado di camminare da sola. Poi, con i piedi per terra, ho cominciato a camminare di nuovo. Avevo nuovi progetti e un nuovo modo di vivere la vita. Tutto questo mi dava forza, la mia vita, senza ragione, cominciava ad avere una speranza. Tanti incontri, tante tappe in questi quindici anni. Ma ecco che l'incontro più grande e fondamentale, che mi ha cambiato la vita, è stato incontrare Gesù Cristo con la sua croce, certo, ma soprattutto con la sua resurrezione. I miei occhi e il mio cuore si sono aperti al suo amore che mi ha guarito. Ho potuto riconoscere chi mi aveva portato in braccio, chi mi aveva insegnato di nuovo a camminare e chi mi aveva portato dalle tenebre alla luce. Incontrando Gesù e facendo entrare il suo amore nel mio cuore, mi sono accorta delle tante meraviglie che il Signore aveva compiuto in me, nella mia famiglia: la vocazione al Diaconato di mio marito, nostra figlia, la mia vita che continua, nostro genero il figlio che ci è stato ridonato, i nipotini, la gioia di tutti i giorni e questa comunità che tanto amo. Non mi sarei mai sognata che, a partire da quei terribili giorni di buio profondo, avrei  riscoperto la luce della fede che mi ha salvato. Con questa breve riflessione vorrei ringraziare Dio per quanto ha operato nella mia vita e tutti i fratelli nella fede. Grazie anche al gruppo dei Genitori che porto sempre nel mio cuore e nelle mie preghiere, a tutti i fratelli del RNS e in particolare a Don Luca perché,  attraverso questo cammino, ho potuto fare l'incontro meraviglioso con Gesù vivo. Un grazie anche alla Caritas che mi ha insegnato ha ridonare l'amore che Dio ha per me. Grazie ai miei parenti e  amici che in tutti questi anni non si sono mai stancati di starmi vicino. Grazie Signore.
Anna

TESTIMONIANZA

Sono il babbo di Federica, una dolce ragazza che a soli 24 anni il Signore ha accolto tra le sue braccia poco più di due anni fa a seguito di una brevissima malattia.
Il 15 gennaio del 2007 mia figlia è stata ricoverata in ospedale per curare un semplice focolaio al polmone, ma già da subito le sue condizioni si sono aggravate tanto da essere trasferita nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Torrette. A tutta la famiglia il mondo è crollato addosso, ci sentivamo impotenti di fronte ai medici che ci ripetevano continuamente che poteva morire da un momento all’altro; tutti noi pregavamo il Signore di salvarla.
Sono nato e cresciuto in una famiglia cristiana, sono credente anche se non fervido praticante, ma lo strano sogno che feci nella notte tra il 24 ed il 25 gennaio mi lascio alquanto perplesso. Sognai San Paolo che, vestito di bianco, era seduto in una poltrona mentre io gli sistemavo in testa un cappello, anch’esso di colore bianco, dalle larghe falde come quello del Papa. Questa visione poi sparì per far posto ad un’altra: quella  di un giovane uomo che passava in mezzo ad una folla per poi entrare all’interno di una chiesa.
La mattina dopo raccontai il sogno a mia moglie e curiosi di saperne di più sulla vita di San Paolo, apprendemmo che proprio il 25 gennaio mentre stava cavalcando sulla via di Damasco per arrestare i cristiani fuggiti da Gerusalemme, fu “folgorato” da una luce intensa e da quel momento cambiò completamente la propria vita dedicandola esclusivamente alla diffusione del Vangelo di Gesù Cristo, per il quale testimoniò fino alla morte. Al momento pensammo al miracolo che purtroppo non avvenne. Ora riflettendoci, pensiamo che quello sia stato un segno divino per invitarci ad aver più fiducia nel Signore perché solo con il suo aiuto riusciremo a portare la nostra “croce” e a superare l’angoscia, lo sgomento, la disperazione per la perdita della nostra amata.
Gradualmente prendiamo coscienza che chi fa esperienza del dolore illuminato dalla fede, può comunicare la speranza-certezza della vita eterna, la consapevolezza che la persona cara che abbiamo perso non è più dov’era prima. Ora è ovunque siamo noi.
Fiorenzo Novelli                       
Pasqua 2009.     



Testimonianza

Ho perso un figlio 15 anni fa. Allora ero lontano dalla fede. Quella tragedia mi  gettò in uno stato di buio. Ho percepito tutta la mia impotenza, la mia vulnerabilità; stare davanti a Emanuele ancora dentro la macchina e non poter fare niente. Tutto era finito. Il mondo era crollato sopra di me, non riuscivo neanche a piangere. Passati i primi giorni, si doveva in qualche modo reagire. Avevo  una figlia di 17 anni,  dei dipendenti, loro non c'entravano niente. Ad una delle prime uscite da casa, in paese, ho incontrato  "Claudia",  che conoscevo, sapevo chi era ma non avevo nessun rapporto ne con Lei ne con la sua famiglia, mi viene incontro, mi abbraccia,  dice": abbiamo  pregato tanto   per  voi". Queste parole hanno toccato il mio cuore, tanti in quei giorni mi hanno parlato, abbracciato, alcuni tentavano di darmi consigli . Nessuno prima di Lei mi aveva parlato di DIO di Fede di Preghiera.  Ripreso il lavoro, una cliente di Ancona, che conosceva bene anche Emanuele, mi fa avere uno scritto, dicendomi che lo aveva scritto una notte senza neanche pensarci. In un primo momento non provai nessuna sensazione,ma , con il passare del tempo, rileggendo quelle parole sembrava che fossero state scritte proprio per me. Scriveva cosi:  
Dedicato a Emanuele
" Un giorno Dio apri la finestra e guardò sulla terra,in quel momento stava pensando che gli serviva un Angelo. Guardò bene, e ancora meglio, e ne vide tanta di gente che valeva la pena di portarla su nel cielo. Vi erano persone che soffrivano per le malattie, persone che si prodigavano verso gli altri,persone malvagie che Lui avrebbe"corrette" per  redimerle, ma,  il suo dolce e paterno sguardo si fermò su di un giovane che faceva il suo dovere di uomo, di figlio e di futuro sposo. Dio guardò ancora una volta e disse:"Questo ragazzo ha tutto ciò che ci vuole per essere un Angelo" è bello, forte,gentile e onesto, ha solo un difetto, occupa troppo posto nel cuore di molti, e troppo sarà il vuoto che si verrà a creare se lo porto a me vicino. ma Dio , si sa, è sapiente e buono. Preparò una miscela di Fede e Forza per riempire il cuore dei suoi genitori  affinchè  potessero sopportare questo grande dolore con cristiana carità. Dio  da la forza ai suoi figli che soffrono perché è il padre Nostro. Quell'infelice giorno era il 31 maggio 1994. Questa è la Volontà di DIO".                               
Si, è proprio cosi. Egli ha trasformato la mia esistenza, mi ha fatto rinascere a vita nuova. La morte di una persona cara ,in particolare la morte di un figlio, rappresenta per una famiglia un momento dolorosissimo ,ma anche un momento prezioso per far riemergere quei  valori  umani e cristiani che avevamo già scritti nel nostro cuore. Dio non ci prende una cosa cosi preziosa e ci lascia soli, ci prende in braccio e ci immette su una strada nuova, bella , ma tutta da scoprire. Ci guida passo dopo passo. A tutti noi, che viviamo queste situazioni, il Signore ci ha chiamati a servirlo o nella chiesa o nei fratelli, ad ognuno ha dato un compito, a me ha chiamato a servirlo da Diacono, a stretto contatto con LUI e con i fratelli specie se in difficoltà. Ora rileggendo la mia vita degli ultimi 15 anni , non posso fare altro che ringraziare DIO per quello che mi ha dato, il vuoto in casa è sempre tanto, l'assenza di Emanuele è incolmabile, ma ha messo sulla mia strada tante altre persone, un genero ed una  splendida nipotina, Dalila, e tanti ragazzi a cui  devo dire  grazie. Un grazie particolare lo devo a Claudia, Lei che ha messo nel mio cuore la voglia  di cominciare a cercare il Signore, perché  solo  in  LUI  c'è   salvezza. Ora Claudia, anche LEI, salita in cielo prematuramente, vive  con i nostri Figli , lei con la sua dolcezza e  cuore di mamma, assieme ai nostri Figli , sono  i nostri Angeli custodi, loro che vedono  il Signore faccia a faccia  intercedono per noi .            
Affidiamo  a Maria, Madre della Speranza, ogni passo del nostro cammino.
Al nostro gruppo, ma a tutti coloro che vivono nella nostra situazione, auguro, di cuore, una Santa Pasqua di Risurrezione. Vi Benedico e vi abbraccio. Il Signore è Risorto: alleluia, alleluia.      
               
Pasqua 2009.-  Giancarlo diacono " genitori testimoni di speranza"

































Tratto da:
La Voce MISENA
Settimanale della Diocesi di Senigallia - giovedì 19 marzo 2009

giovani - Testimonianza

Luoghi di belle relazioni


E' sempre difficile parlare di disagio giovanile e di educazione rischiando di limitarsi a chiamare in causa il guru della pedagogia del momento. Abbiamo voluto dar voce ad uno di noi, un uomo al quale la vita ha riservato prove difficili e dolorose e che oggi si rivolge a tutti i giovani. Eudosio Magnoni, ispettore di Polizia in congedo, ha preso carta e penna e ci ha scritto.

Evitare l'isolamento generazionale. E' necessario riflettere su quale possa essere il luogo più idoneo dove sia possibile far incontrare e condividere relazioni e riscoprire la propria identità. Luoghi dove ogni individuo possa riappropriarsi della parola. Luoghi in cui, soprattutto i giovani, non siano vincolati da una forma che mira a selezionarne il gruppo. Fondamentale è che gli stessi vivano la realtà in maniera forte con relazioni concrete con le altre generazioni. Bisogna evitare l'isolamento generazionale che già pervade molte famiglie. C'è un urgente bisogno di luoghi e d'iniziative, dove, i giovani, siano chiamati a collaborare o stimolati a grandi impegni positivi per la crescita della propria personalità. Essi dovranno avere il coraggio di decidere. E' necessario che riacquistino il rispetto per gli altri e per se stessi e la capacità di prevedere le conseguenze delle proprie azioni. Non dovranno sentirsi inutili.
La società, questa società, ha bisogno dei giovani, della loro presa di coscienza e consapevolezza che l' impegno li porterà vicino alla gente che renderà loro il sorriso per le buone azioni compiute. Le discoteche, la strada, lo stadio, non saranno più " luoghi di perdizione" ma luoghi dove, nel dialogo, troveranno quella sensibilità che gli aiuterà a superare il lorodisagio interiore. La Chiesa è sicuramente uno dei luoghi deputati alla formazione di condotte di prossimità. Il contagio con altri ragazzi li maturerà nel carattere, rendendoli più sicuri. Solo cosi ritroveranno la vera solidarietà.

a cura di Michela Gambelli

Omelia di don Paolo Gasperini
( giovedì 5 febbraio 2009- ore 15,00  - chiesa del Portone -  Senigallia - esequie della sorella Luisa)


"Certo per me, amico, è tempo
di appendere la cetra
in contemplazione e silenzio
Il cielo è troppo alto e vasto
perché risuoni di questi solitari respiri
Tempo è di unire le voci,
di fonderle insieme
e lasciare che la grazia canti
e ci salvi la Bellezza".

Mi perdonerete se parlo io. Mi perdonerà la mia famiglia di sangue perché non ho nulla da insegnare. Mi perdonerà la mia famiglia che è la Chiesa perché non sono un buon testimone. Mi perdonerà il vescovo se prendo la parola al suo posto. Mi perdonerà il Signore. Per una strana sorte ho avuto la grazia di stare accanto a Luisa negli ultimi istanti della sua vita. Una grazia che non ho meritato perché altri hanno trascorso con lei lunghe mattinate e lunghi pomeriggi: il marito, il figlio, la sorella, la mamma. E' grazie a loro che Luisa è stata così; è grazie a Luisa che loro sono così.

Faccio nostre le parole di Paolo VI:
"Ed ora le nostre labbra, chiuse come da un enorme ostacolo, simile alla grossa pietra rotolata all'ingresso del sepolcro di Cristo, vogliono aprirsi per esprimere il grido ed il pianto dell'ineffabile dolore che soffoca la nostra voce.
E chi può ascoltare il nostro lamento, se non ancora Tu, o Dio della vita e della morte? Tu non hai esaudito la nostra supplica per questa donna, per Luisa; ma Tu, o Signore, non hai abbandonato il suo spirito immortale.
Fa', o Dio, Padre di misericordia, che non sia interrotta la comunione che, pur nelle tenebre della morte, ancora intercede tra i Defunti da questa esistenza temporale e noi tuttora viventi in questa giornata di un sole che inesorabilmente tramonta. Non è vano il programma del nostro essere di redenti: la nostra carne risorgerà, la nostra vita sarà eterna! Oh! che la nostra fede pareggi fin d'ora questa promessa realtà. Luisa e tutti i viventi in Cristo, beati nell'infinito Iddio, noi li rivedremo!".

Lo scrigno prezioso in cui teniamo i nostri ricordi e il nostro presente non voglio violarlo, non voglio sporcarlo con parole inutili. Lo custodiamo, gelosi. Ciò che Luisa è stata, è e sarà lo sappiamo e nessuno potrà mai portarcelo via. Voglio solo dire che era una donna bella.

Più di un anno fa l'ennesimo libro che mi ha prestato è stato L'idiota. Volevo rileggere alcuni passaggi proprio mentre il drago la stava riassalendo. Dostoevskij, nel suo romanzo, pone sulle labbra dell'ateo Ippolit al principe Myskin una domanda. "E' vero, principe, che voi diceste un giorno che il mondo lo salverà la 'bellezza'? Signori - gridò forte a tutti - il principe afferma che il mondo sarà salvato dalla bellezza... Quale bellezza salverà il mondo?". Il principe non risponde alla domanda (come un giorno Gesù davanti a Pilato non aveva risposto che con la sua presenza alla domanda "Che cos'è la verità?" Gv 19,38). Sembrerebbe quasi che il silenzio di Myskin - che sta accanto con infinita compassione d'amore al giovane che sta morendo di tisi a diciotto anni - voglia dire che la bellezza che salva il mondo è l'amore che condivide il dolore.
La bellezza di cui parlo non è la bellezza seducente, che allontana dalla vera meta cui tende il nostro cuore inquieto: è invece la "bellezza tanto antica e tanto nuova", che Agostino confessa come oggetto del suo amore purificato dalla conversione, la bellezza di Dio. E' la bellezza cui fa riferimento san Francesco nelle Lodi del Dio altissimo quando lo invoca dicendo: "Tu sei bellezza!". Non si tratta quindi di qualcosa di formale ed esteriore, ma è ciò che suscita attrazione gioiosa, sorpresa, innamoramento, entusiasmo; è ciò che l'amore scopre nella persona amata, quella persona che si intuisce come degna del dono di sé.
Proprio oggi la domanda su questa bellezza ci provoca: "Quale bellezza salverà il mondo?". Non basta scandalizzarsi e denunciare le brutture del nostro mondo. Non basta nemmeno, per la nostra epoca disincantata, parlare di giustizia, di doveri, di bene comune, di esigenze evangeliche. Occorre parlarne con un cuore carico di amore compassionevole, facendo esperienza di quella carità che dona con gioia e suscita entusiasmo; occorre irradiare la bellezza di ciò che è vero e giusto nella vita, perché solo questa bellezza rapisce veramente i cuori e li rivolge a Dio.

Per chi si riconosce amato da Dio e si sforza di vivere l'amore solidale e fedele nelle diverse situazioni della vita e della storia, diventa allora bello vivere questo nostro tempo, che pur ci appare così pieno di cose brutte e laceranti, cercando di interpretarlo. E' bello cercare nella storia i segni dell'Amore di Dio; è bello seguire Gesù; è bello leggere il mondo e la nostra vita alla luce della croce; è bello dare la vita per i fratelli!

Ieri un'amica mi ha regalato un libro. In fondo c'è uno scritto che lei mi ha suggerito. Mi piace metterlo in bocca a Luisa, perché lei avrebbe detto proprio così.
"La morte non è nulla.
Sono solo scivolata nella stanza accanto.
Io sono io e tu sei tu.
Quello che eravamo l'una per l'altro, lo siamo ancora.
Chiamami col mio solito nome.
Parlami nel modo in cui eri solito parlarmi.
Non cambiare il tono della tua voce.
Non assumere espressioni forzate di solennità o dispiacere.
Ridi come eravamo soliti ridere
dei piccoli scherzi che ci divertivano.
Gioca… sorridi… pensami… prega per me.
Lascia che il mio nome sia la parola familiare che è sempre stata.
Lascia che venga pronunciato con naturalezza,
senza che in esso vi sia lo spettro di un'ombra.
La vita ha il significato che ha sempre avuto.
E' la stessa di prima.
Esiste una continuità mai spezzata
Che cos'è la morte se non un incidente insignificante?
Dovrei essere dimenticata solo perché non mi si vede?
Sto solo aspettandoti, è un intervallo.
Da qualche parte molto vicino, proprio girato l'angolo.
Va tutto bene".

"O Maria, dai alle nostre voci la cadenza degli alleluia pasquali. Intridi di sogni le sabbie del nostro realismo. Rendici cultori delle calde utopie dalle cui feritoie sanguina la speranza sul mondo. Aiutaci a comprendere che additare le gemme che spuntano sui rami vale più che piangere sulle foglie che cadono. E infondici la sicurezza di chi già vede l'oriente incendiarsi ai primi raggi del sole".






Testimonianza

Si avvicina la S. Pasqua e non posso fare a meno di ricordare “il messaggio“ ricevuto il giorno del Venerdì Santo di qualche anno fa.Era la prima Quaresima dopo la scomparsa di mio figlio, e vivevo questo periodo con tanto dolore e fatica.Ero in chiesa per la via Crucis delle ore 15, c’era già esposto Gesù morto con le sue ferite e le sue spine. Come la sua mamma straziata dalla sofferenza, anche io percorrevo la stessa via dolorosa .Dopo la via Crucis il mio parroco mi chiama dicendomi che una ragazza, che io non conoscevo, aveva fatto un sogno che l’aveva molto colpita e su consiglio del sacerdote era venuta per raccontarmelo:Si trovava in una chiesetta di montagna, all’interno c’era una bara; la ragazza si avvicina e vede un ragazzo vestito di beige e sul viso aveva delle ferite. Guardandolo, si accorge che il ragazzo si muove e apre gli occhi.Meravigliata e sbigottita, corre subito fuori per dirlo a tutti. Incontra due donne e ad una chiede:“E’ lei la mamma di quel ragazzo ?“ La donna risponde di sì e la ragazza dice:“Vada subito a vedere!!! Suo figlio non è morto, è Vivo!!! è Vivo!!!”La mamma andò e abbracciò suo figlio infinitamente.La ragazza continuava a gridare a tutti che il ragazzo non era morto, ma vivo e non ci sarebbe stato più il funerale.Così finisce il sogno.Io rimasi sbalordita e piansi di gioia; ero consapevole che il Signore nella sua grande misericordia, con questo “messaggio” di verità di amore e speranza, mi voleva consolare .Anche se sono passati duemila anni Dio ci parla ancora tramite Suo figlio e le nostre storie si uniscono a quella di Gesù e Maria.Maria e i nostri figli ci dicono:“Non piangete Gesù morto, E RISORTO! E’ VIVO! Non PIANGETE PER NOI, SIAMO RISORTI E VIVI IN LUI”.

Anna 2006

Ed ecco Gosu venne loro incontro dicendo:"Salute a voi" ed esse, avviicinatesi,gli preseroi piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse lorco:"non temete; andate ad annunziare ai miei fratelliche vadano in Galilea e là mi vedranno».Mt.28- 9,10.

***

Testimonianza

E accadde così come mi era stato detto: una grande gioia pervase il mio cuore.Israele, un paese lontano e tormentato, ma prescelto da Dio e quindi “unico”. Il desiderio di compiere questo viaggio era sempre nei miei pensieri, ma non si era mai presentata l’occasione favorevole. Un giorno però, la scorsa primavera, dei cari amici mi parlano di questo viaggio. Il loro Parroco aveva il forte desiderio di “festeggiare”il 25° di sacerdozio in quella Santa Terra. La stima profonda per la persona, mi spinge ad accettare di far parte del gruppo e lunedì 24 ottobre 2006 eccoci a Tel Aviv. Inizia così questo cammino spirituale attraverso i luoghi della nascita, della vita e della morte e resurrezione di Gesù Cristo. Le emozioni si susseguono, la visita ai vari luoghi dove è nato il cristianesimo scuotono la mia coscienza di cristiano, di pellegrino e nello stesso tempo testimone di fede e di speranza. Il viaggio continua ma le esperienze di fede non sono ancora finite. Ci rimane forse la più intensa: la visita al Santo Sepolcro, luogo della morte e resurrezione di Gesù, luogo da cui inizia il cammino della salvezza dell’intero cosmo e dell’uomo in particolare, profondamente amato da Dio. In ginocchiato davanti alla lastra di marmo, provo un’emozione profonda fino alle lacrime. Vorrei restare più tempo in questo luogo benedetto, ma è tardi, e dobbiamo andar via...Il viaggio è così terminato... ma una grande gioia rimane nel mio cuore e un forte desiderio : poter tornare ancora in quei luoghi dove “le pietre parlano”, dove una dimensione che trascende la realtà irrompe dentro e dà un senso alla nostra vita terrena, ma soprattutto spinge ad essere veramente veri testimoni del Risorto.Vorrei concludere così: sarebbe strano se, pur condividendo queste poche righe, quando avrai terminato di leggerle, non le segnalerai ad altre persone perché non sei sicuro di ciò che ne penseranno: soprattutto di ciò che penseranno di te!

Eudosio -  Pasqua 2007.-

Testimonianza
Sono passati diversi giorni dall’incontro dell’ undici agosto a Loreto; però ancora nel mio cuore risuonano le parole di bon Paolo e bon Irio. Il giornalino che ci hanno donato l’ho sempre a portata di mano.Nei momenti più neri lo prendo in mano e lo sfoglio. Ho la Bibbia accanto e vado alla ricerca di alcuni passi Quanta serenità! mi viene allora la certezza che Dio mi ama, che ci ama, « con tenerezza di Padre e di Madre» mi colma di gioia ... speranza ... per un futuro più bello e sereno.Questo è un cammino che stiamo facendo, giorno per giorno, verso Dio e verso i nostri figli.Gesù ci insegna la strada. Non è facile imitare Gesù.....Per me ancora le sue parole « Ama il prossimo tuo come te stesso» sono difficili da mettere in pratica ... ci sono sempre ostacoli da superare .... ma il dolore allora mi fa dire Dio mio! Pensaci Tu! Aiutami perché io non c’è la faccio da sola.Spesso penso a voi genitori, come me nel dolore, non ci conosciamo ma il primo sabato di ogni mese, nella Chiesetta del seminario, ci uniamo, siamo una grande famiglia di DioUn abbraccio fraterno a tutti Rita.
S. Natale 2006.-

Lettera aperta di un parroco all'onorevole Cento
Martedì, 04 settembre
Al sottosegretario dell'economia

ON. CENTO, UN PO' DI PUDORE

di Don Carlo Velludo* * parroco di Santa Maria del Sile, Treviso

Mi presento: sono uno di quegli "imprenditori" entrati nel mirino suo, sottosegretario Cento, e di alcuni altri suoi colleghi, comprensibilmente preoccupati di salvare l'Italia dal fallimento economico cui la Chiesa cattolica la sta condannando. Non faccio l'imprenditore per scelta, ma per caso. Io ho scelto di fare il prete, ma nella parrocchia dove ora sono c'è una scuola materna, ed io ne sono diventato fatalmente il presidente. Leggendo i giornali e ascoltando le allarmate dichiarazioni di taluni di voi politici, credo che non pochi italiani si stiano convincendo che la Chiesa cattolica gode di innumerevoli e immotivati "privilegi", tra i quali l'esenzione dell'Ici. E così anch'io, in qualità di legale rappresentante della parrocchia, proprio grazie anche a queste imperiose valutazioni ripetutamente espresse, mi vado convincendo che sto derubando e impoverendo l'Italia: la scuola materna che gestisco non paga l'Ici. Ebbene sì, il sottoscritto (e conseguentemente anche la Chiesa cattolica) si sta arricchendo alle spalle della comunità civile, grazie ai "privilegi" che ricevo sottoforma di esenzioni, oltre a "copiosi" contributi statali, regionali e comunali. Non starò a dirle come io mi senta dinanzi a coloro che proprio non hanno un privilegio alcuno, come i parlamentari che, obtorto collo, vivono in totale ossequio alle leggi che li costringono (poveri loro) a percepire appena "28 mila euro lordi al mese, che maturano un vitalizio che è *censura*ulabile con la pensione maturata nell'attività di provenienza il cui importo, però, non è correlato con quanto hanno versato" (cito da una domanda all'onorevole Letta su "Avvenire" del 24 agosto 2007, a pag. 10). La mia scuola quest'anno, come tutti gli anni d'altra parte, ha dovuto più volte "batter cassa" e chiedere un finanziamento alla parrocchia (a se stessa quindi), e non certo alla collettività cui tutto sommato appartengono i figli che ospitiamo, per poter pagare gli stipendi, in quanto i "privilegi" di cui saremmo ricchi (e che dovrebbero esserci tolti) non riescono a coprire le spese vive del servizio. Questo però la stampa non lo scrive, perché lei onorevole Cento e i suoi colleghi parlamentari non lo dite, impegnati come siete a mostrarvi paladini della laicità e difensori delle classi più povere, quelle che in un anno di lavoro non guadagnano quanto il vostro stipendio mensile e che risultano impoverite non certo da questo ma dai privilegi della Chiesa cattolica. Ora però non è a tema lo stipendio dei parlamentari, si parla dei "privilegi" della Chiesa cattolica, e quella sua, onorevole Cento, appare ahinoi una battaglia giusta, perché i privilegi vanno giustamente abbattuti. E allora, che cosa augurarle, onorevole Cento? Che vinca la sua battaglia, anche se questo dovesse far chiudere le scuole d'infanzia parrocchiali, colpevoli di far risparmiare alla collettività troppi soldi rispetto a quanto la collettività spende per gestire analoghe strutture; che gli oratori parrocchiali e le case alpine dove si fanno i grest e i campi scuola per i ragazzi paghino un'Ici doppia, perché quell'attività "commerciale" così redditizia qual è la costruzione di un uomo, è giusto che sia adeguatamente tassata. Onorevole, mi raccomando, non si fermi però a queste poche "conquiste" davvero sociali, e spinga a fondo l'acceleratore. Giacché c'è, perché non promuove una ulteriore breccia di Porta Pia, così da incamerare nuovamente tutti i "beni ecclesiastici", requisendo oratori, scuole, case alpine che stanno rendendo così ricca la Chiesa? Quando avrà conquistato questi beni, per fare equivalenti servizi, sicuramente lei pagherà l'Ici e stipendi adeguati ai suoi nuovi dipendenti. A lei, d'altra parte, con i suoi 28 mila euro mensili, dovrebbe risultare un tantino più semplice che a me, con i miei 1.009,59 euro mensili. Ma forse, in quel caso, l'Ici non sarà più una tassa dovuta, perché il servizio assumerà finalmente la sua propria rilevanza sociale, e sarà plausi bilmente giusto che non venga tassato. E così anche i costi di gestione verranno messi a carico della collettività, proprio per la riconosciuta e indiscussa funzione dell'opera, e lei non dovrà veder impoverito il proprio stipendio mensile. Con sincerità le dico che mi piacerebbe sedermi accanto alla sua scrivania di gestore di una scuola dopo che questa si è "svenata" per ottemperare a tutte le richieste che la messa a norma dell'edificio richiedeva al fine di ottenere e mantenere la "parità", e vedere come se la cava quando i contributi promessi non arrivano o arrivano decurtati anni dopo. Sapendo tuttavia che per ora questo è un "privilegio" che mi resta accollato, come cittadino italiano che deve mandar avanti un'azienda con dipendenti regolarmente assunti e percepisce uno stipendio mensile di 1.009,59 euro, vorrei almeno essere esentato dall'altro "privilegio" di dovermi privare di due anni di stipendio per pagarle una sola mensilità e sentirmi offeso poi dalle sue dichiarazioni. Sì, onorevole Cento, abbia almeno il pudore di non coprire di menzogne chi le concede di ritagliarsi un così esagerato stipendio, permettendole anche di continuare a legiferare privilegi a proprio favore. O anche questa richiesta è un "privilegio" che vorrebbe negarmi?
Avvenire, 30 agosto 2007

Sono una mamma che ha perso il figlio “Alessandro“ quasi 11 anni fa e un nipote “Erik“ appena due anni fa. Ho anche un padre novantenne, molto malato, diciamo quasi alla fine.
Giovedì 30 ottobre mio padre in un momento di non lucidità, fissando lo sguardo in un angolo della sua camera dice: cosa ci fanno Alessandro ed Erik su quella scala così lunga  e sotto ci sono io.
Lì per lì la cosa mi ha un po’ scossa, ma l’emozione grande è stata quando sabato 1° Novembre giorno di ogni Santi    nella chiesa del Seminario per la Santa Messa dedicata ai nostri figli andati in cielo, ho rivisto davanti all’altare la scala con sopra le foto sorridenti dei nostri ragazzi avvolti dalle nuvole, e ai piedi tanti uomini e donne in attesa,.. come mio padre.  Ancora una coincidenza ? ….assolutamente NO.
Questo evento mi ha fatto ripensare al film che abbiamo visto nei due giorni di spiritualità con don Paolo “ 7 Km da Gerusalemme  “ nel momento in cui Alessandro, il protagonista, dopo aver incontrato Gesù e trascorsi con Lui diversi giorni, nel momento di ritornare a casa gli chiede; se io racconterò tutto quello che mi è accaduto mi crederanno? …. Gesù risponde  “Alcuni si, alcuni no, come sempre. ”(Natale 2008).-
Carla Grassi

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