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precetti nella chiesa

liturgia
I cinque Precetti della Chiesa / 3

QUESTO terzo precetto sarebbe stato incomprensibile ai cristiani dei primi secoli. Infatti, per loro era normale ricevere la comunione ogni volta che si partecipava alla Messa. Infatti, Gesù ha istituito l’Eucaristia perché essa sia ricevuta: «Prendete e mangiate... Prendete e bevetene tutti...».
La comunione è lo scopo della Messa, i cui nomi più antichi sono appunto «cena del Signore» (1Cor 11, 20) e «frazione del pane» (Atti 2, 42). Per complesse circostanze storiche la Messa finì per trasformarsi dal punto di vista liturgico in un rito del solo sacerdote al quale i fedeli assistevano pregando in modi diversi.
Di fronte a questa anomalia il concilio Lateranense IV (1215) si vide costretto ad emettere il precetto della comunione eucaristica almeno una volta all’anno a Pasqua. La riforma liturgica del concilio Vaticano II (1962-1965) ha rimesso in evidenza come la celebrazione dell’Eucaristia sia fondamentalmente la comunione al corpo e sangue di Cristo.
È certamente vero che vi sono circostanze e situazioni personali che, responsabilmente, impediscono ad alcuni battezzati di accostarsi alla mensa eucaristica.
Tuttavia, per i fedeli che non hanno alcun impedimento la comunione è la norma di ogni Messa. Ricevere la comunione soltanto a Pasqua, per quanto minimale, è senza dubbio un lodevole segno e strumento di grazia per mantenere viva la debole fiamma della fede e della vita cristiana.
Silvano Sirboni, liturgista

I cinque Precetti della Chiesa / 2

LA sacra Scrittura ci dice che il Creatore non ci ha voluti come dei robots, ma come esseri pensanti, liberi, capaci di amare, ma anche di compiere il male.
Nell’insondabile disegno di Dio il peccato fa parte di questa esistenza terrena. Infatti, nessuno è senza peccato e tutti abbiamo bisogno di perdono. Solo chi ha fatto l’esperienza del perdono è anche capace di amare veramente.
Chi si crede perfetto ama solo sé stesso. In questa vita terrena ciascuno di noi è chiamato a riconoscere la propria fragilità e imperfezione per sperimentare la gratuità del perdono. Gesù, infatti, inizia la sua missione dicendo: «Convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1, 15). Il precetto che impegna a celebrare il sacramento della penitenza e del perdono, confessando almeno una volta all’anno i peccati gravi, mira ad evitare che il male si radichi profondamente nel cuore umano, lo corrompa e diventi uno stile abituale di vita, danneggiando sé stessi e gli altri.
Nessun peccato è “privato” perché è sempre in qualche modo una forma di egoismo idolatrico che rende schiavi di sé stessi e incapaci di giuste relazioni con il prossimo.
Tuttavia, anche per i peccati non gravi, questo sacramento dona la forza dello Spirito Santo per continuare quel cammino di conversione che ci permette di far emergere sempre più dai nostri cuori ciò che vi è in essi di bello, di vero, di giusto e di buono; cioè l’immagine che Dio ha impresso di sé in ogni essere umano (Cfr Genesi 2, 27).
Silvano Sirboni, liturgista
                       
                                                                  I PRECETTI DELLA CHIESA                                                
        
1. Oltre i comandamenti di Dio che altro dobbiamo osservare?
        
Oltre i comandamenti di Dio noi dobbiamo osservare i precetti della Chiesa.
        
2. È peccato trasgredire un precetto della Chiesa?
        
Il trasgredire avvertitamente un precetto della Chiesa in materia grave è peccato mortale.
        
3. Quanti e quali sono i precetti della Chiesa?
        
I precetti della Chiesa sono cinque:
        
1º Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate.
        
2º Santificare i giorni di penitenza, secondo le         disposizioni della Chiesa.
        
3º Confessarsi almeno una volta all'anno e comunicarsi almeno a Pasqua.
        
4º Soccorrere alle necessità della Chiesa, contribuendo secondo le leggi o le usanze.
        
5º Non celebrare solennemente le nozze nei tempi proibiti.
        
4. Che cosa ci ordina il primo precetto o comandamento della Chiesa: Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate?
        
Il primo precetto della Chiesa: Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate, ci ordina di assistere con devozione alla santa Messa in tutte le domeniche e nelle altre feste di precetto.
        
5. A che cosa serve il digiuno?
        
Il digiuno serve a meglio disporci all'orazione, a fare penitenza dei peccati commessi e preservarci dal commetterne dei nuovi.
        
6. Perché la Chiesa dice che ci confessiamo almeno una volta all'anno?
        
La Chiesa dice: almeno, per farci conoscere il suo desiderio che ci accostiamo più spesso ai santi sacramenti.
        
7. Perché si dice che ci comunichiamo almeno a Pasqua?
        
Perché la Chiesa desidera vivamente che non solo alla Pasqua di Risurrezione, ma il più spesso possibile ci accostiamo alla santa Comunione, che è il divino nutrimento delle anime nostre.
                       
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