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la Pasqua

liturgia

Auguro ad ognuno di tutti noi che ogni giorno della vita sia trascorso con gioia e serenità, e che porti pace ed allegria avverando sogni custoditi dentro le nostre anime, perché la vita è un dono del nostro Creatore e ogni giorno di essa deve ricordarci di quanto bene ci vuole Il nostro Dio.(eudosio).




Don Tonino Bello parlando della Pasqua diceva:

Vorrei che potessimo liberarci dai macigni che ci opprimono, ogni giorno: Pasqua è la festa dei macigni rotolati. E’ la festa del terremoto.
La mattina di Pasqua le donne, giunte nell’orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all’imboccatura dell’anima che non lascia filtrare l’ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l’altro.
E’ il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell’odio,della disperazione del peccato.
Siamo tombe alienate. Ognuno con il suo sigillo di morte.
Pasqua allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l’inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la resurrezione di Cristo.”

Oggi più che mai ci dobbiamo impegnarci a rimuovere i macigni che creano distanze, solitudini e  paure.

BUONA PASQUA 2014


Tratto da
Settimanale della Diocesi di Senigallia - Giovedì 28 marzo 2013
speciale Pasqua

      Maria,                                                
   
donna della Pasqua
Carissima Maria, in questa Pasqua 2013 il mio pensiero va a te che hai conosciuto la sofferenza più profonda che una donna possa vivere, la morte di tuo figlio. Lo avevi accolto con trepidazione quel figlio che Dio ti aveva donato in modo assolutamente insolito, certo non avresti mai immaginato quello che gli sarebbe accaduto, finire in croce e morire nel peggiore dei modi possibili.
Lo avevi tenuto tra le tue braccia, ti eri presa cura di lui con tenerezza infinita, custodendo nel tuo cuore quel segreto divino che ti legava indissolubilmente a Giuseppe. Lo avevi osservato in silenzio nel suo farsi uomo e spesso ti domandavi quale sarebbe stato il suo futuro di figlio di Dio, come si sarebbe rivelata la sua divinità. Quanti pensieri si affollavano nella tua mente, Maria, in quel tragico pomeriggio in cui eri avvolta nel tuo dolore ai piedi della croce che ora abbracciava tuo figlio!?
Un abbraccio gelido, mortale quello della croce, ben diverso dal tuo abbraccio materno.
Così si stava manifestando la sua divinità? Forse in quel momento le tenebre che avvolgevano la terra sono scese nella profondità del tuo cuore di madre; forse ti sei sentita persa e il dolore che ti penetrava ti rendeva incredula verso quel Dio di cui ti eri fidata, al quale avevi donato il tuo corpo, la tua vita.
Il tempo prima della domenica di Pasqua sarà stato per te un tempo infinito: le ore, quando sono intrise di lacrime, sono eterne, non passano mai e certamente nel silenzio ti sarai posta mille domande alle quali non sei riuscita a dare neppure una risposta.
E oggi, dopo oltre duemila anni, il mio pensiero corre alle tante madri che in questa Pasqua vivono come te, Maria, l’agonia e la morte di un figlio. Sono figli abbracciati da una croce fatta di armi, di malattia, di povertà, di lamiere … braccia gelide e mortali come quelle della croce del tuo Gesù; accanto a loro madri angosciate e inermi, tue compagne di viaggio sulla via del calvario. Dio non ti ha chiesto solo il tuo grembo di donna per rendere uomo il suo Figlio, ti ha chiesto anche il tuo cuore ferito di madre per essere accanto a tutti i suoi figli.
Immagino però che, al di là dei racconti ufficiali della resurrezione, la prima visita da risorto Gesù l’abbia fatta a te, a sua madre, alla donna che gli aveva donato la vita terrena. All’improvviso le tue lacrime si saranno rivestite di gioia, di festa e nel tuo cuore il buio sarà svanito per lasciar spazio alla luce splendente. Chissà quante domande gli avresti voluto fare, ma l’emozione del momento sarà stata talmente forte da non essere riuscita a dire neppure una parola. La stessa tua emozione, in questa Pasqua di resurrezione, possa invadere il cuore delle marie che oggi piangono, perché il tuo Figlio risorto è certezza della resurrezione di tutti i figli dell’uomo, è certezza di vita eterna. Gesù è risorto non in cielo, lontano dagli uomini, bensì sulla terra per testimoniare che la resurrezione appartiene al tempo presente. La resurrezione non è una realtà ultraterrena, una meta da raggiungere oltre la vita, bensì è una dimensione prima di tutto terrena, da vivere nella quotidianità.
Aiuta, Maria, tutte le mamme del mondo che soffrono a sentire sulla propria pelle la gioia della resurrezione e a intravedere, oltre le lacrime, la bellezza della vita eterna dei propri figli. Nel buio del loro cuore possano scorgere una luce e sperimentare, come te, l’abbraccio dei propri figli risorti. E sarà veramente Pasqua anche per loro!
A noi tutti che ci apprestiamo a celebrare la Pasqua del tuo Figlio donaci, Maria, di distogliere il nostro sguardo dalle statue di gesso che ti raffigurano Madre Addolorata, per posarlo sulle donne addolorate che incontriamo sul nostro cammino.

Federica Spinozzi


E' giunto il tempo del santo "passaggio " che ci introduce ad una vita nuova, vissuta totalmente in Dio. Gesù ci conduce verso la risurrezione!
Il suo amore immenso e incondizionato ha riacceso la nostra speranza indicandoci con la sua croce la via da  seguire.
Apriamo il nostro cuore a tanta grazia e impariamo a stare ai piedi della croce, della nostra croce, senza  timore, con fiducia e disponibilità.
Come Maria, in comunione con i nostri figli canteremo  ed esulteremo di gioia  " il Signore è risorto, come aveva promesso " lode, gloria al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen.                                                                 

A tutti coloro che hanno delle persone care in cielo, agli aderenti della nostra associazione "Genitori testimoni di Speranza" auguro una Santa pasqua di risurrezione.
(Pasqua 2012)
Il Signore vi benedica

       
  Diacono
         Giancarlo Girolimini
                                 



" Sarebbe bello che la gente dicesse di noi tutti
che siamo quelli che fanno suonare
le campane della gioia  di Pasqua "

Tonino Bello


CRISTO E' RISORTO,

"di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato,vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro:"Chi ci rotolerà via il masso all'ingresso del sepolcro?".Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché  fosse molto grande".(Mc 16, 2-4).
La nostra speranza è forse in crisi? Quanti macigni ci  impediscono di uscire dalla nostra solitudine? Chi siamo veramente? Come possiamo liberarci dalle nostre miserie, dall'odio, dalla disperazione  e dal peccato? Solo la Pasqua sarà la festa della speranza. Ma noi cristiani siamo veri testimoni oggi di questa speranza? E' ora che alziamo lo sguardo dalle nostre miserie, che usciamo dall'incertezza, dalla latitanza, dalla paura di essere credenti. Non possiamo accettare che la sfiducia e la crisi di speranza prendano il sopravvento. Anche i discepoli si erano quasi rassegnati dopo i tragici eventi della passione e morte di Gesù. Essi avevano sperato in Lui. Tutto sembrava finito. Ma Gesù non li aveva abbandonati. Egli  era al loro fianco  come cammina oggi con noi sulle strade della nostra storia. Ai cristiani provati dalla persecuzione e anche a noi oggi, san Paolo ci dice: "Siate forti nella tribolazione, lieti nella speranza, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli" (Rm 12,12). La Pasqua è  e sarà per noi la festa della speranza. Speranza anche nell'altra vita. La risurrezione di Cristo è l'unica e consolante risposta. Grazie alla risurrezione di Cristo la nostra vita è immersa nel mistero della" vita eterna". Cristo ha sconfitto la morte. Cristo è "speranza che non delude" (Rm 5,5). Noi oggi viviamo da risorti. Ma per vivere veramente da risorti in Cristo è necessario che ci liberiamo dall'egoismo, dai nostri meschini interessi individuali. E' necessario che ci facciamo carico delle persone che ci  camminano accanto. Che ci interessiamo della loro solitudine. Del loro malessere materiale e spirituale. Strumenti efficienti di carità. Dobbiamo farci seminatori di speranza. Cristo risorto, fondamento della speranza nel mondo, sarà la nostra guida. Sì, Gesù Cristo è veramente risorto! Annunciamolo con  la nostra  vita. Indossiamo l'abito della festa, rivestiamoci di speranza, facciamoci coraggio l'un l'altro. La nostra vita, vissuta nella comunione fraterna, possa  dare volto all'amore di Dio segnato dal volto dei nostri fratelli. La vita ha vinto sulla morte. Alleluia.

(Ma questo è dedicato a te, alla tua lucente armonia…  Emma).-Pasqua 2010.
Eudosio.








Cosa significa partecipare al mistero della croce?
Peccato che non possiamo vedere la croce di Cristo dal di dietro.
Ma dietro c'è un posto vuoto.
C'è il posto per noi.
Essere cristiani significa che davanti è inchiodato Gesù
e dietro ci facciamo inchiodare noi!
Come è successo per Maria!
Dietro ci facciamo inchiodare noi!
E non abbiate paura!
perché non c'è da avere paura!
Quando viene la tentazione della disperazione
basta dare una voce a Gesù che sta dall'altra parte!
"Gesù sei qui?"
E il Signore risponde: "non avere paura non ti ho abbandonato!"
Don Tonino Bello


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