Vai ai contenuti

immigrazione

cronaca




Dal 30/01 è in vigore il decreto attuativo della legge 94/2009 “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” che prevede l’introduzione del contributo integrativo ai fini della richiesta di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno. Le domande presentate a Poste a partire dal 30/01/2012, dovranno prevedere anche il pagamento di tale contributo, laddove richiesto, nel rispetto della normativa vigente.

6 Luglio 2009
IMMIGRAZIONE
Regolarizzazione delle badanti,
polemiche nella maggioranza

È urgente un provvedimento per regolarizzare colf e badanti, non meno di 500mila persone, che possono trovarsi 'fuori-leggè dopo l'approvazione del pacchetto sicurezza (che tuttavia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non ha ancora promulgato), che istituisce il reato di clandestinità. Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Famiglia, ex Udc, lo chiede al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, creando scompiglio nella maggioranza e, soprattutto, mandando la Lega su tutte le furie.

Tocca al ministro del Welfare Maurizio Sacconi, dopo un colloquio con un seccato Roberto Maroni, cercare una mediazione: nessuna sanatoria, ma il governo nella sua collegialità interverrà per gestire la transizione. Quanto all'opposizione, la regolarizzazione di colf e badanti era un emendamento del Pd al ddl sicurezza, respinto dalla maggioranza; mentre l'Udc ne annuncia un altro al decreto anticrisi per 'sanare' la situazione; per l'Idv, invece, l'esecutivo è semplicemente in stato confusionale.

Il provvedimento, nelle intenzioni di Giovanardi, non sarebbe una sanatoria perchè non indiscriminato, in quanto rivolto "agli extracomunitari già in Italia con un rapporto di lavoro che non possono trasformare in contratto di lavoro in quanto irregolari". Il sottosegretario invita a seguire l'esempio della regolarizzazione che "funzionò benissimo" nel 2002, prima del varo della legge Bossi-Fini, ai tempi del secondo governo Berlusconi.

La reazione della Lega è durissima. "La proposta di Giovanardi non è altro che una sanatoria - dice Roberto Calderoli - E sanatorie non se ne possono fare non solo per scelta, ma anche perchè sono vietate dal 'Patto europeo per l'immigrazione e il diritto d'asilò. È ora di finirla con l'idea che questo sia il Paese del 'fatta la legge, trovato l'inganno' ".

Al ministero dell'Interno già si lavorava per intervenire, attraverso i regolamenti attuativi, su colf e badanti.


SIGALINI -
Mons. Domenico Sigalini, segretario della commissione episcopale per le Migrazioni della Cei dice di essere d'accordo ad una sanatoria per colf e badanti «perchè c'è da sanare una situazione che va avanti da tanto tempo». Per il vescovo, anche se colf e badanti irregolari «non hanno diritti ufficiali», il loro lavoro gli ha fatto acquisire «in qualche modo un diritto di fatto e quindi possono essere tranquillamente riconosciute dallo stato». Anzi, per mons. Sigalini sarà necessario «operare tante sanatorie, con cautela, riconoscendo a queste persone dignità e apprezzamento per il loro lavoro poichè sono struttura portante dell'assistenza alle persone, in particolare quelle anziane di cui molte sono sole».



Parlamento
Col pacchetto sicurezza
la clandestinità diventa un reato




Il Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge
che introduce, tra l’altro, il reato di immigrazione clandestina
e la possibilità di organizzare ronde in città.
Dure reazioni del mondo dell’associazionismo e del terzo settore.


03.07.2009
Tratto dal giornale online della diocesi di milano.
di Carlo ROSSI

Le misure contro l’immigrazione irregolare (tra cui introduzione del reato di clandestinità e allungamento dei tempi di permanenza per gli irregolari nei centri di identificazione) e la legalizzazione delle “ronde” in città sono alcuni dei passaggi principali del ddl sicurezza approvato ieri in via definitiva dal Senato.
Il provvedimento, varato dal Governo più di un anno fa, in questi ultimi mesi ha registrato un duro braccio di ferro tra maggioranza e opposizione. Le critiche di quest’ultima si sono accentrate sulla questione-immigrazione, accusando il Governo di mettere in atto «politiche discriminatorie» con riferimento anche all’inserimento della “schedatura” dei clochard e all’obbligo per gli immigrati di esibire il permesso di soggiorno per accedere ai pubblici servizi e agli atti di stato civile. Per mantenere il permesso, inoltre, gli stranieri dovranno guadagnarsi dei “crediti” che, in caso di violazione delle leggi, saranno decurtabili come accade per la patente a punti.
Ecco alcuni provvedimenti contenuti nel ddl sulla sicurezza.

Reato di clandestinità: lo straniero che entra, ovvero si trattiene nel territorio dello Stato violando la legge, è punito con l'ammenda da 5 mila a 10 mila euro e l’espulsione.

Identificazione: il periodo massimo complessivo di trattenimento per l’identificazione non può essere superiore a 180 giorni. Il questore, in ogni caso, può eseguire l’espulsione e il respingimento anche prima della scadenza del termine, dandone comunicazione al giudice di pace.

Tassa permesso di soggiorno: la richiesta di rilascio e di rinnovo del permesso di soggiorno è sottoposta al versamento di un contributo, il cui importo è fissato fra un minimo di 80 e un massimo di 200 euro. Sono esclusi i casi di richiesta d’asilo e di protezione per motivi umanitari.

Matrimoni: lo straniero può acquistare la cittadinanza italiana quando dopo il matrimonio risieda legalmente in Italia da almeno due anni, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio, se residente all’estero. I tempi sono ridotti della metà in presenza di figli anche adottivi. Lo straniero che si vuole sposare in Italia dovrà inoltre presentare il permesso di soggiorno all’ufficiale di stato civile, oltre al nullaosta del Paese di provenienza.

Bambini “invisibili”. Gli stranieri avranno l’obbligo di esibire agli uffici della pubblica amministrazione il permesso di soggiorno ai fini del rilascio di licenze, autorizzazioni e altri provvedimenti, ma anche per atti di stato civile o per accedere ai pubblici servizi. Questo provvedimento, secondo l’opposizione, renderà impossibile l’iscrizione all’anagrafe per i figli dei clandestini, che rischiano così di diventare “invisibili”.

Fondo rimpatri: presso il Ministero dell’Interno è istituito un Fondo rimpatri finalizzato a finanziare le spese per il rimpatrio degli stranieri.

Carcere per chi affitta a clandestini: chiunque, a titolo oneroso al fine di trarre ingiusto profitto, dà alloggio o cede anche in locazione un immobile a uno straniero privo di titolo di soggiorno, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

Ronde “senza armi”: via libera alle “ronde”, ovvero alle associazioni volontarie dei cittadini “a guardia” dei quartieri. I “volontari per la sicurezza” non potranno girare armati e svolgeranno attività di segnalazione alle Forze dell'ordine, ma non di presidio del territorio. Le associazioni saranno iscritte in un apposito elenco tenuto dal prefetto e tra esse avranno la precedenza quelle costituite da ex appartenenti alle Forze dell’ordine, alle Forze armate e agli altri corpi dello Stato.

Sindaci “sceriffi”:
più poteri ai sindaci nei casi di indebita occupazione di suolo pubblico, o quando ricorrono motivi di sicurezza pubblica. I primi cittadini potranno ordinare l’immediato ripristino dello stato dei luoghi a spese dei colpevoli. Se si tratta di venditori ambulanti, viene predisposta la sospensione dell’attività commerciale fino all’adempimento dell’ordine e del pagamento delle spese, o la chiusura per motivi di igiene e decoro urbano.

Registro dei clochard: presso il Viminale si istituisce il Registro nazionale dei senza fissa dimora. Per i clochard viene stabilito anche l’obbligo di dimora. In base alla nuova norma, i senza tetto che non avranno comunicato un domicilio all’anagrafe comunale non saranno “in regola”.

Chiusura centri islamici sospetti: si estende la legge Mancino sulla P2 ai centri sospettati di fare attività o propaganda terroristica. Le associazioni, i gruppi, le organizzazioni o i movimenti sospettati potranno essere sciolti in via cautelativa, previo l’ok della magistratura. Se i reati saranno accertati il Ministro dell’Interno disporrà lo scioglimento definitivo.


4 Luglio 2009
Il dato punitivo prevale sul legalitario

Legge sbilanciata che già mostra crepe

Fin dalla gestazione era emerso che il disegno di legge sulla sicurezza avrebbe toccato punti nevralgici per la convivenza civile del nostro Paese. Perciò, anche da questo giornale, si è vigilato e, di passo in passo, commentato. Si è cercato di sollecitare l’attenzione sui punti più critici, perché la classe politica potesse far tesoro delle tante esperienze condotte sul campo e nel Paese, disponendo di un quadro più articolato ed equilibrato del sentire della nostra gente. La legalità è esigenza imprescindibile che non si afferma a scapito dell’accoglienza. Come l’accoglienza ha bisogno della legalità per non degenerare.

A questi due valori siamo rimasti solidamente ancorati. Siamo stati dall’inizio consapevoli che il crinale su cui camminava il provvedimento era insidioso e che non mancava chi lo considerava come l’occasione per « rimettere gli immigrati al loro posto » , cioè per risolvere sbrigativamente i problemi provocati dall’immigrazione clandestina con misure di ordine pubblico e con provvedimenti giudiziari. Dai vescovi, poi, come ha ricordato ieri don Domenico Pompili, portavoce della Cei, nell’Assemblea generale dello scorso mese di maggio, in merito all’immigrazione si è « concordato sul fatto che si tratta di un fenomeno assai complesso, che proprio per questo deve essere governato e non subito.

È peraltro evidente che una risposta dettata dalle sole esigenze di ordine pubblico – che è comunque necessario garantire in un corretto rapporto tra diritti e doveri – risulta insufficiente, se non ci si interroga sulle cause profonde di un simile fenomeno » . Il risultato finale del lavoro legislativo è stato un testo caratterizzato da luci e ombre – da noi puntualmente rilevate – che ora si avvia alla verifica dei fatti. Dobbiamo però constatare come ai segnali di allarme sulle possibili derive xenofobe, recisamente escluse dal governo, si associno rilievi sempre più incalzanti su concretissimi rischi di conseguenze inaccettabili.

C’è ad esempio l’allarme che viene dall’assessore regionale veneto alle politiche sociali Valdegamberi, subissato di telefonate da parte di persone che danno lavoro a badanti « irregolari » . È lui – esponente del centrodestra – ad affermare che « le badanti, comprese quelle irregolari, rappresentano uno dei pilastri del sistema dei servizi domiciliari per le persone non autosufficienti. Invece di essere punito come reato questo fondamentale lavoro sommerso dovrebbe uscire alla luce ed essere regolarizzato a maggior tutela delle nostre famiglie » .

Ma questo adesso non potrà avvenire. Ci sono poi i problemi, come quello dei figli nati in Italia da genitori irregolari, di cui scriviamo nelle pagine interne. È vero che alla madre che partorisce è garantito un permesso di soggiorno di 6 mesi « per motivi di salute » , ma alla scadenza questo non può essere rinnovato e quindi si sta già manifestando la tendenza a evitare il ricovero, con tutti i pericoli conseguenti. I neonati addirittura rischiano di diventare « invisibili » , in quanto l’ufficiale di stato civile non potrà ricevere la dichiarazione di nascita se i genitori sono irregolari.

È inoltre impossibile effettuare le pubblicazioni matrimoniali se uno dei nubendi non dispone di permesso di soggiorno ( restrizione che vale anche, ad esempio, per il matrimonio tra un italiano e una statunitense o una giapponese). Ancora, non viene più garantito il diritto all’iscrizione alle scuole superiori per figli di immigrati privi di permesso di soggiorno.

Si tratta di esiti che sembrano confermare una virata tale da tramutare la politica di gestione legale dell’immigrazione in un complesso di misure punitive e in qualche caso addirittura persecutorie. Un esito che scongiuriamo, convinti che non ci si possa sottrarre dall’individuare spazi e strumenti in grado di evitare che i rischi sopra denunciati possano effettivamente e drammaticamente, a questo punto, concretizzarsi.
Piero Chinellato

IMMIGRATI: TETTAMANZI, SOFFERENZE DA DISCUTIBILI PROVVEDIMENTI
(AGI) - Milano, 4 lug. 2009- L'Arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, celebra la Messa in Duomo con i Vescovi provenienti da Europa, Africa, Asia e America Latina in occasione del prossimo avvio del G8 e nella sua omelia "L'umanita' ha bisogno di un 'cuore nuovo'", torna a prendere posizione a favore dell'accoglienza dei migranti, sottolinea l'emergere di un 'egoismo sociale' e ribadisce: "i diritti dei deboli non sono diritti deboli!". E a proposito del summit dell'Aquila invita i Paesi ricchi al dialogo per "prevenire ulteriori crisi finanziarie" e a mantenere i patti (pacta sunt servanda) circa la cancellazione del debito estero. "Milioni di persone al Mondo subiscono ingiuste e drammatiche sofferenze, costrette come sono a migrare a causa delle difficili - se non proibitive - condizioni di vita nei Paesi d'origine - dice il Cardinale - Molte di queste sofferenze sono provocate ai migranti talvolta da discutibili provvedimenti messi in atto da quei Paesi piu' ricchi che dovrebbero maggiormente impegnarsi in percorsi d'accoglienza e integrazione seri, ragionati e rigorosi". Tettamanzi mette quindi in guardia dal "quanto mai diffuso", "egoismo che potremmo chiamare 'sociale', un egoismo che, dietro il velo dell'apparente difesa dei propri diritti, nasconde visioni quanto mai ristrette, di chiusura, di vera e propria contrapposizione. E se queste visioni vengono lasciate cadere e' solo quando si e' certi che gli altri possano essere funzionali
ai propri interessi".

Webmaster
Torna ai contenuti