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avvento

liturgia
NESSUNO E’ SALVO SE NON ACCOGLIE CRISTO CHE VIENE –  Nel corso dell’anno liturgico, l’Avvento è il tempo che non solo ci prepara a celebrare il ricordo-memoriale della nascita di Gesù Cristo, ma anche il tempo che ci proietta verso la seconda venuta del Figlio di Dio, quando alla fine dei tempi “verrà nella gloria a giudicare i vivi e i morti”, introducendoci nel suo regno che non avrà mai fine.  



Quando l’Avvento era un tempo di robusta preparazione, non alle feste natalizie, ma al ritorno del Signore come giudice della storia, la terza domenica concedeva un momento di pausa dai digiuni e dalle preghiere.
Oggi, la pausa dalle penitenze è soltanto spirituale: un invito alla gioia affidato alle parole di Paolo: “Siate sempre lieti”.
Questo invito, anche se soltanto “spirituale”non è da trascurare. Esso infatti ci richiama a una testimonianza particolarmente importante in questo momento storico: la fede che dona speranza e fiducia, e fa cantare di gioia.
 
Con il salmo responsoriale la liturgia ci fa pregare il Magnificat, il canto di Maria che la Chiesa ha fatto suo e propone a tutti i credenti come preghiera frequente, possibilmente quotidiana: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore”. In questo tempo di crisi, in cui sembra che tutte le certezze umane siano sul punto di crollare, c’è bisogno di gente che canti la certezza che Dio non ci ha lasciati soli, ma sta operando come sempre per il nostro bene.

Per cantare con Maria, però, non basta ripetere, anche se devotamente, le sue parole. È necessario che il nostro canto scaturisca dalle sue stesse motivazioni e convinzioni. È la parola di Dio a riproporcelo.


Donaci intelligenza

Vieni, Signore Gesù,
donaci l’intelligenza per vagliare ogni cosa
e la forza per scegliere ciò che è buono.
Donaci la voce per gridare di prepararti la strada,
e coraggio per essere i primi a prepararla.

Donaci la capacità di essere sempre lieti
anche quando la tua parola,
che innalza i piccoli e abbassa i forti,
ci pone contro la logica umana.

Donaci di consolare chi sta peggio di noi,
di confortare chi soffre più di noi,
di rallegrare chi ha meno gioia di noi,
di farci vicini a chi ha bisogno di noi.
Amen!

Traduzione italiana
Stillate rugiada, o cieli, dall'alto,
E le nubi piovano il Giusto.
Non adirarti, o Signore, non ricordarti più
dell'iniquità:
Ecco che la città del Santuario è divenuta deserta:
Sion è divenuta deserta: Gerusalemme è desolata:
La casa della tua santificazione e della tua gloria,
Dove i nostri padri Ti lodarono.
Stillate rugiada, o cieli, dall'alto,
E le nubi piovano il Giusto.
Peccammo, e siamo divenuti come gli immondi,
E siamo caduti tutti come foglie:
E le nostre iniquità ci hanno dispersi come il vento:
Hai nascosto a noi la tua faccia,
E ci hai schiacciati per mano delle nostre iniquità.
Stillate rugiada, o cieli, dall'alto,
E le nubi piovano il Giusto.
Guarda, o Signore, l'afflizione del tuo popolo,
E manda Colui che sei per mandare:
Manda l'Agnello dominatore della terra,
Dalla pietra del deserto al monte della figlia di Sion:
Affinché Egli tolga il giogo della nostra schiavitù.
Stillate rugiada, o cieli, dall'alto,
E le nubi piovano il Giusto.
Consolati, consolati, o popolo mio:
Presto verrà la tua salvezza:
Perché ti consumi nella mestizia, mentre il dolore ti ha rinnovato?
Ti salverò, non temere,
Perché io sono il Signore Dio tuo,
il Santo d'Israele, il tuo Redentore
Stillate rugiada, o cieli, dall'alto,
E le nubi piovano il giusto.

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