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anno pastorale

e v e n t i

ANNO PASTORALE 2013-2014

“La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù» (Papa Francesco).
Quest’anno liturgico è stato molto vivo per noi “Genitori Testimoni di Speranza”.
Nei giorni dal 14 al 17 di ottobre 2013 con  circa 10 persone del gruppo, abbiamo partecipato al Convegno della Pastorale Sanitaria Nazionale, tenutosi ad Assisi, con tema ”Il Ministero della consolazione: icone evangeliche di speranza”
Il ritorno al Vangelo ha caratterizzato il tema del convegno e le diverse relazioni si sono ispirate a noti episodi in cui Gesù incontra malati, sofferenti e persone in cerca della verità.
La prospettiva fondamentale è stata quella di lasciarsi educare dai racconti evangelici per sperimentare le dinamiche umane, relazionali e spirituali che in essi vengono descritte.
Le icone evangeliche che hanno guidato il convegno sono state quelle del cieco nato, quella dei discepoli di Emmaus e quella della guarigione dello storpio da parte di Pietro. Filo conduttore è stato il ministero della consolazione, un vero e proprio mandato che in ogni Diocesi, dovrebbe essere istituito e affidato a persone che hanno una formazione spirituale e umana adatta a sostenere situazioni di sofferenza e di lutto, nonché a persone che avendo vissuto lutti come il nostro o come la vedovanza, possano avere una sensibilità particolare nel sostenere altre persone visitate dalla sofferenza.
Molto interessante è stato per noi partecipare al Laboratorio tenuto dal Professor Arnaldo Pangrazzi, che ci ha parlato del Ministero della Consolazione in situazioni di lutto, aiutandoci a capire quali potrebbero essere gli errori da evitare e i comportamenti empatici da tenere.
Nel mese di Aprile poi, don Paolo Campolucci, nostro assistente spirituale,ci ha chiesto di portare la nostra testimonianza all'interno della lezione da lui tenuta al Corso per Ministeri, nell'ambito della Pastorale della Salute.
In questa occasione, una piccola rappresentanza di alcuni di noi, ha portato la propria esperienza di elaborazione del lutto e di passaggio dalla notte oscura della morte dei nostri figli, alla luce viva della Speranza nella vita eterna, che comincia già qui sulla Terra, e che ognuno di noi vive nel proprio rapporto personale con Gesù e con la comunità in cui è inserito.
Particolarmente toccante è stato l'intervento di Tamara, una giovane mamma di Chiaravalle, che ha assistito fino all'ultimo istante il suo bambino di 10 anni affetto da un tumore: l'ultimo respiro del suo piccolo Samuele, per lei è stato  comprendere il vero significato della vita, che non si esaurisce in questo mondo, ma continua nella vita eterna. Tamara infatti, ha descritto quell'istante della morte di suo figlio non come un morire, ma piuttosto come un nuovo parto, questa volta eterno, nella Vita vera.
Nel mese di Maggio poi ci è stata chiesto di fare una testimonianza per i ragazzi che si stanno preparando a ricevere il Sacramento della Cresima, nella Parrocchia di Corinaldo. Siamo andati con una piccola rappresentanza ed ognuno di noi ha dato la sua testimonianza su cosa abbia significato l’incontro con Gesù Cristo nella sofferenza. Si è soprattutto sottolineato la Speranza, una parola che per i ragazzi spesso sembra astratta e invisibile, ma che in realtà è attesa, operosa e viva, nella certezza che ci sarà un futuro dove la morte non esisterà più.
In questa prospettiva, Fiorella ha spiegato loro che  nella sofferenza il Signore si fa prossimo a ciascuno di noi, e tenendo il cuore disponibile possiamo comprendere dove il Signore ci chiama a portare la nostra speranza: per lei ha significato l’impegno in Caritas, per Giancarlo la scelta di servire il Signore come Diacono permanente, per altri l’impegno in Parrocchia nei vari ministeri del Catechismo, del Canto, della Liturgia.
I ragazzi, inizialmente un po’ timidi, si sono poi aperti e alcuni che hanno vissuto lutti importanti, come la perdita della mamma e del papà o di un amico, hanno trovato nel dialogo con noi uno spunto per fare domande e osservazioni.
Come al solito i ragazzi sanno stupire e mentre si va per portare loro una parola di speranza, si riceve la loro gioia contagiosa.
Alla fine di maggio, poi Gabriella, trovandosi ad andare nella sua terra d'origine Torre Annunziata, in provincia di Napoli, è stata invitata a portare la sua testimonianza di mamma di speranza al gruppo "I nostri figli tornati al Padre" di Torre Annunziata, seguito dal sacerdote Don Pasquale Paduano.
Il gruppo si propone come il nostro, di trovare percorsi di speranza cristiana nell'elaborazione del lutto per la morte di un figlio. L'incontro è stato molto bello, alla presenza di Monsignor Lucio Lemmo, Vescovo ausiliario della diocesi di Napoli. L'incontro è stata una nuova occasione per toccare da vicino quanto Gesù sia veramente una persona viva oggi come ieri, perchè si fa incontrare risorto anche nella sofferenza. Anche nel gruppo di Torre, ognuno nel cammino di speranza, ha riscoperto la propria vocazione di battezzato, scoprendo il proprio personale carisma nella Chiesa.
Infine, un'altra occasione molto bella di valorizzare la nostra presenza nella Chiesa, è venuta dalla partecipazione al Convegno pastorale diocesano, per l'attuazione del Sinodo diocesano, appena concluso.
Nelle due serate del Convegno, una rappresentanza del nostro gruppo, è stata invitata a dare il proprio contributo nella stesura delle proposte di attuazione nel campo di applicazione specifico delle "Fragilità". In particolare il gruppo si è fatto promotore della proposta di istituire il Ministero della Consolazione, attraverso percorsi formativi rivolti a persone particolarmente sensibili al tema della sofferenza e in modo specifico anche ad alcuni di noi, che avendo attraversato la più terribile delle sofferenze, qual è la perdita di un figlio, hanno trovato nel Signore e nella carità fraterna la chiave della loro Speranza. Speriamo vivamente che questo cammino spirituale possa realizzarsi e portare alla presenza dei Ministri di Consolazione anche nella nostra Diocesi, come già esistono in altre Diocesi, tra le quali spiccano le Diocesi di  Taranto e di Verona. Non si tratta certo del conferimento di un titolo onorifico a qualcuno di buona volontà, ma di un vero e proprio percorso pastorale-educativo che con un serio itinerario di formazione, possa arrivare alla nomina di persone capaci di aiutare le persone e le famiglie a vivere il  tempo della malattia,della sofferenza e del lutto animate da una Speranza che non delude perché fondata sull’amore di Dio, che, in Cristo, ha condiviso la nostra sofferenza ed ha aperto ad essa la porta verso la vita vera e senza fine.
Al termine di questo Anno Pastorale, ci auguriamo che il nuovo anno Liturgico  possa portare frutti di Speranza per la Diocesi intera e per la chiesa, sicuri che "la sofferenza è luogo di apprendimento della speranza, quando essa è penetrata dalla luce dell’amore, da un gesto di condivisione e di consolazione che libera la persona sofferente dalla solitudine".(Benedetto XVI)


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